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Ricordo del prof. Edoardo Vineis a cinque anni dalla scomparsa

Edoardo Vineis

Cinque anni fa, il 16 agosto 2007, ci lasciava improvvisamente, non dandoci tempo neppure per lo stupore, Edoardo Vineis. "La sensazione d’incredulità per la sua scomparsa – scrive Margherita Versari – si è coagulata nella fantasia che Edoardo sia solo sparito nel bosco, lasciandoci nella segreta speranza di vederlo ricomparire all’improvviso". Quella mattina, "sul capo un berrettino con la visiera e sulle spalle lo zainetto con la figura di un panda", Edoardo aveva preso parte, "con passo da boy scout", a un’escursione sull’Appennino.
Tratto comune di tutte le testimonianze su di lui è il riconoscimento della sua dottrina, della sua non comune cultura "che quasi intimidiva", della curiosità che lo animava e che lo avvicinava, lui, classicista, alle letterature moderne e contemporanee (era un appassionato studioso di Montale), e ad altre discipline, come la musica (poteva citare arie operistiche a memoria ed era un profondo conoscitore di Mozart), o, persino, la meteorologia.
Anche come linguista superava con leggerezza i rigidi confini della specializzazione, mostrando serie e puntuali competenze in lingue che apparivano "quasi esotiche" agli studenti di Lettere provenienti dal Liceo Classico, come ricorda Luciano Formisano; elegante nell’eloquio, stupiva gli studenti per la chiarezza e la semplicità con cui sapeva illustrare materie che, nel pregiudizio, apparivano complesse quando non noiose e sorprendeva disseminando i suoi discorsi di espressioni provenienti da lingue alquanto diverse, antiche e moderne, in modo lieve, con naturalezza. 
Destavano ammirazione le sue vaste competenze: scontate quelle nelle lingue classiche e, soprattutto, nel latino; insospettabili, invece, quelle nelle diverse lingue moderne europee, stimolate e filtrate dall’amore per la poesia; del tutto imprevedibile l’invidiabile conoscenza della lingua inglese del Cinque-Seicento, che  Paola Pugliatti gli ha riconosciuto.
Ordinario di Glottologia presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna a partire dal 19 marzo 1984, Presidente della Società Italiana di Glottologia, Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dal 1 novembre 1998 al 31 ottobre 2002, il prof. Edoardo Vineis si è occupato, inizialmente, dello studio delle più antiche versioni neotestamentarie latine anteriori alla Vulgata geronimiana; nel corso del tempo le sue ricerche si sono concentrate su problemi di fonologia latina e protoromanza (analisi strutturali sull'evoluzione del vocalismo), includenti tematiche di prosodia e di metrica classica.
Successivamente, i suoi interessi scientifici si sono orientati soprattutto verso argomenti di storia del pensiero linguistico: in modo particolare del pensiero linguistico altomedioevale (Isidoro di Siviglia e Giuliano di Toledo), con particolare riferimento ai grammatici dell'epoca carolingia (Alcuino e Smaragdo); non sono mancate, tuttavia, incursioni in specifici aspetti del pensiero linguistico moderno (Novalis, Manzoni).
Altro ambito di studi, mai trascurato dal prof. Vineis, è quello che concerne i rapporti fra linguistica e poetica; soprattutto hanno attirato il suo interesse alcune traduzioni shakespeariane di Montale, che gli hanno offerto l’occasione di approfondire lo studio della pertinenza della ricorsività fonica nell'ambito della variantistica testimoniata all'interno delle prime tre raccolte poetiche montaliane.
Tra i suoi studi di didattica delle lingue, si segnalano particolarmente quelli riservati all’insegnamento dello spagnolo.
Tutti coloro che hanno conosciuto e lungamente frequentato Edoardo possono facilmente condividere il ritratto che sua moglie, Margherita, ne ha fatto nella "Premessa e dedica" e nella "Nota biografica" anteposte a Poemata (poesia postuma, potremmo dire, ma Edoardo aveva esordito molto tempo prima, a diciannove anni, con una raccolta, Frammenti di Liguria – fin da allora, Montale? -, che gli era valsa un premio e aveva certamente continuato a occuparsi di poesia per tutta la sua vita). Serio e rigoroso negli studi, curioso, testardo cultore della precisione, insuperabile e puntiglioso correttore, perfezionista, generoso, disponibile con tutti, ma anche burlone, faceto, gioioso.
Per ricordare Edoardo Vineis ai colleghi (a quelli che hanno condiviso con lui una lunga traiettoria e a quelli che meno hanno avuto la fortuna di frequentarlo) e agli studenti che non l’hanno conosciuto e, dunque, non hanno potuto giovarsi del suo insegnamento, ricopieremo qui l’ultimo componimento della raccolta Poemata. Appartiene a un corpo di tre poesie che la curatrice, Margherita Versari, ha intitolato "Poesie disperse" e che furono inviate per posta elettronica da Edoardo all’amica Elisabetta Graziosi, con l’autoironico oggetto: "Montale falso".



Cercare la parola che raccolga
il soffio intraducibile, scoprendo
fantasmi sovrapposti, predicati
ottusi, impenetrabili agli oggetti,
e dia vita all’istante che ci nega,
invocato in un giorno di silenzio.
Poi scorrano i marosi, il flusso ambiguo
sottratto all’orizzonte, linee accese
divergenti nel cielo, bianche luci
di rotaie percorse, e un improvviso
accavallarsi di pensieri, come
un risveglio inatteso, il giro breve
della memoria tesa a ricolmarci…

Pubblicato il 2 agosto 2012